De Lama, la crescita continua entro il 2026 l’azienda raddoppia

<strong>De Lama, la crescita continua entro il 2026 l’azienda raddoppia</strong>

Tra i leader nella produzione di sterilizzatori. In otto anni il fatturato è passato da 10 a 20 milioni

Articolo di Luca Simeone – La Provincia Pavese, 7 Aprile 2023

Ne ha fatta di strada la De Lama da quando, 74 anni fa, nacque in quello che era poco più di un garage, a San Martino Siccomario. Un passo alla volta si è ritagliata una quota importante, in Italia e nel mondo, nel mercato delle autoclavi, macchine per la sterilizzazione (in particolare dei farmaci), anche per la qualità elevata e la componente tecnologica avanzata dei suoi prodotti.

E ora sono in corso importanti investimenti che porteranno a raddoppiare le dimensioni dello stabilimento in via Piemonte e a proseguire in quella crescita certificata da numeri importanti: da 10 a 20 milioni di euro di fatturato nel giro degli ultimi 8 anni. «È l’aumento dell’occupazione seguirà l’ampliamento», aggiunge Marco Bianchi, responsabile marketing e commerciale, che assieme al padre Paolo, presi- dente e amministratore delegato, e al fratello Matteo, ingegnere, che cura la parte informatica e il sistema generale di produzione, gestisce l’azienda fondata dallo zio Franco De Lama.  L’obiettivo, dagli attuali 82 dipendenti, è arrivare a 120 nel 2026, anno in cui dovrebbe essere completato il raddoppio dello stabilimento.

IL PIANO DI AMPLIAMENTO

Il nuovo corpo di fabbrica sarà di circa 4.000 metri quadrati, e di 2.000 tra uffici, laboratori e impianto pilota con macchine a disposizione dei clienti per i test. «Un progetto che di- segna lo sviluppo industriale per prossimi decenni – spiega Andrea Muggiasca, direttore dello stabilimento – lo spazio attuale è diventato ridottissimo, siamo costretti a parcheggiare le macchine fuori o a fare lavorazioni all’esterno. I macchinari oggi sono sempre più grandi o integrati con l’intera linea di produzione dei farmaci». Non solo, perché la soluzione scelta – che ha comportato un investimento di parecchi milioni di euro – «non è il classico capannone ma un’area produttiva con una campata unica di 54 metri, un’opera architettonica di altissimo livello, come l’hangar di un aeroporto, e la possibilità di spostare all’interno le lavorazioni, con grande flessibilità».

Il nuovo stabilimento sarà improntato alla sostenibilità – con un impianto fotovoltaico di 400 kW di potenza, più o meno quella assorbita attualmente, e l’impiego di materiale eco-compatibili – e verrà sfruttata il più possibile la luce naturale con dei lucernari. «Il costo elevato dell’operazione dipende anche dal fatto che siamo 1,3 metri sopra l’acqua di falda, servono opere complesse ma ci siamo affidati a imprese di alto livello – dice ancora Muggiasca – ci sarà anche un’autorimessa interrata da 47 posti a 4,5 metri di profondità».

L’investimento rientra tra l’altro in un intervento urbanistico più ampio. «All’inizio si parlava di un’intesa per tre opere che De Lama avrebbe realizzato – spiega il sindaco di San Martino, Alessandro Zocca – una rotatoria per un’uscita in sicurezza sia da De Lama che dalle altre attività in via Piemonte, un parcheggio pubblico, un terreno di 7.000 metri quadrati sul quale nascerà un bosco. In più con la Regio- ne abbiamo messo in campo un Arest, un accordo di rilancio territoriale da circa 900mila euro. La Regione finanzierà il 50% e a giugno ci sarà l’ap- provazione finale, tra le opere è previsto anche un anello per il trasferimento del traffico pesante e un altro parcheggio».

Il CEO di De Lama Dr. Paolo Bianchi

Il direttore dello stabilimento Andrea Muggiasca (a sinistra) con Marco Bianchi (marketing)

VOCAZIONE ALL’EXPORT

Circa il 90% del fatturato di De Lama viene dall’export. «La nostra fortuna è che non siamo legati a uno specifico mercato – dice Marco Bianchi – la Russia era per noi importante, la guerra ha bloccato tutto ma siamo cresciuti in altri Paesi. Siamo leader in Corea del sud, tecnologicamente molto avanzato, ma anche in Bangladesh. Ci conoscono in tutto il mondo e questo ci dà stabilità».

L’altro punto di forza di De Lama è che le macchine vengono “customizzate” ovvero realizzate su misura per i clienti, tra cui società di primissimo piano del farmaceutico, come Pfizer o Novartis: «Le multinazionali offrono alcune opzioni, vanno sui grandi numeri, noi lavoriamo in base a quello che serve al cliente per ottimizzare il carico dei prodotti».

Dall’azienda di San Martino escono in tutto circa 120 pezzi all’anno, non solo sterilizzatori ma anche altro, tra cui lavatrici industriali per farmaceutica, cosmetica e nutraceutica. A parte i picchi produttivi, l’intero ciclo dalla progettazione alla produzione viene realizzato all’interno. E contando sempre – o quasi – sui mezzi propri di finanziamento: «La filosofia è quella di non fare mai passi più lunghi della gamba, ma continuando a farne – dice Bianchi – e di reinvestire nell’azienda per dare un futuro a società e lavoratori, sapendo bene che ci confrontiamo con multinazionali che hanno risorse enormi. Senza i grandi investimenti in ricerca e tecnologia saremmo stati spazzati via». La politica occupazionale è diretta soprattutto a persone del territorio: «Abbiamo un turnover molto basso, chi entra qui difficilmente esce e per noi è importante: la formazione è lunga e ci teniamo che le persone crescano con noi». —

Gli uffici tecnici

La storia

Settantaquattro anni di attività. Nel 1952 la prima autoclave

trova tuttora.

La prima autoclave risale al 1952, uscita da quello che era un piccolo capannone. Lo spazio era talmente ridotto che alcuni macchinari venivano montati nel cortile.

Dagli anni 50 la De Lama cominciò a fare fiere per far conoscere i propri prodotti ed ebbe l’intuizione di costruire macchine per la sterilizzazione vista anche l’espansione del settore farmaceutico e la nascita di nuovi ospedali.

La De Lama investe in soluzioni tecnologicamente avanzate

Il fiore all’occhiello è la sterilizzazione con perossido di idrogeno

Dalla robotica al “taglio ad acqua” e un brevetto unico al mondo

INNOVAZIONI

Le ultime arrivate sono una grande fresatrice, una macchina per il ta- glio laser lunga 20 metri, una saldatrice orizzontale che si è aggiunta a quella robotizzata già in funzione da qualche anno. La De Lama non ha mai smesso di investire nelle tecnologie più innovative, e il fiore all’occhiello è HyPerPure, il brand brevettato per il processo di sterilizzazione a freddo con perossido di idrogeno: «Un sistema unico al mondo, alternativa all’ossido di etilene che è ormai obsoleto»,

spiega Andrea Muggiasca, direttore dello stabilimento. I vantaggi di questo processo so- no diversi: è più veloce, econo- mico ed ecologico. «Utilizziamo già Hyperpure in Europa, ora stiamo richiedendo la vali-dazione alla FDA per il mercato statunitense».

Oltre alla saldatrice robotizzata, De Lama è stata tra le prime aziende a introdurre il taglio ad acqua, un macchinario capace di sezionare acciaio con spessore fino a 20 centimetri «con una precisione incredibile e senza stressare materiale, perché a freddo – spiega Marco Bianchi, responsabile marketing e del commerciale

– il laser è molto più veloce ma crea comunque uno shock termico sul materiale e quindi microdilatazioni»

La cura del dettaglio da par- te dell’azienda è uno dei moti- vi che ne hanno fatto una realtà di successo a livello internazionale: «Pensiamo al valore di ciò che viene messo nelle nostre macchine – dice Bianchi – per esempio un carico di vaccini, sterilizzato in 2 ore, può valere 10-15 milioni di euro, o di farmaci antitumorali, il cui costo può addirittura arrivare a 10-15 mila euro. Se la macchina ha problemi crei un danno enorme: il cliente non deve avere il minimo dubbio sulla qualità del noSe la macchina ha problemi crei un danno enorme: il cliente non deve avere il mini- mo dubbio sulla qualità del nostro prodotto»

Ma la qualità è anche solidità costruttiva: «Un cliente ci ha mandato la foto di un nostro sterilizzatore del 1971, tuttora in funzione». —

La macchina per il taglio ad acqua nello stabilimento della De Lama

Articolo di Luca Simeone – La Provincia Pavese, 7 Aprile 2023

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