L’invenzione di De Lama è uno sterilizzatore che puo’ decontaminare le mascherine usate

L’invenzione di De Lama è uno sterilizzatore che puo’ decontaminare le mascherine usate

L’azienda pavese donerà la prima macchina al S. Martino di Genova

Bianchi. “In un’ora migliaiaia di protezioni pronte per il riutilizzo”

articolo tratto dal numero della Provincia Pavese di domenica 27 marzo 2020. di Luca Simeone

Tra blocchi alle dogane e una richiesta schizzata all’insu’ per l’esplosione del virus, la difficoltà di procurarsi mascherine protettive – soprattutto per il personale sanitario- si sta rivelando una vera emergenza nell’emergenza. Di fronte alla quale una storica impresa pavese, la De Lama, ha cercato e trovato la soluzione, tanto apparentemente semplice quanto innovativa: realizzare uno sterilizzatore in grado di decontaminare le mascherine usate per renderle riutilizzabili,

In un paio di settimane la soluzione dalla carta ha preso forma: domani la prima macchina uscita dall’azienda di San Martino Siccomario, una delle eccellenze nel campo dell’industria della salute (produce appunto autoclavi per le ditte farmaceutiche), verrà consegnata a titolo gratuito al Policlinico San Martino di Genova, che è stato uno dei partner di questa operazione lampo, assieme all’Università di Pisa, al Politecnico di Torino, a Bercella, impresa parmense, e all’ASL di Genova.

UN POOL AL LAVORO

“Il problema di fronte al quale ci siamo trovati all’inizio- spiega Marco Bianchi, direttore marketing e comunicazione della De Lama- era quello di mettere a punto un ciclo di sterilizzazione che da un lato garantisse la completa decontaminazione della mascherina e dall’altro ne preservasse l’integrità e la capacità protettiva”.

Obiettivo raggiunto dopo una serie di test, effettuati di concerto con il pool di soggetti coinvolti, che hanno dato ottimi risultati, fino al via livera.

“Abbiamo costruito in poco tempo un team con gli ingegneri dei vari enti e i nostri tecnici – aggiunge Bianchi – sono stati giorni di lavoro intenso: test, modifiche, nuove correzioni. La macchina è pensata per mascherine Ffp2 e Ffp3: con un ciclo di meno di un’ora se ne potranno sterilizzare migliaia per renderle perfettamente riutilizzabili.


Questo permetterà non solo di risparmiare sulle forniture, ma soprattutto di evitare che il personale in prima linea medici e infermieri, rimanga privo di uno dei presidi più importanti.

TANTE RICHIESTE

Naturalmente un macchinario del genere ha suscitato l’interesse di molti ospedali che si trovano a fronteggiare l’emergenza Covid19.

“Tanti ce l’hanno chiesto- conferma Bianchi- ma per ora solo con il San Martino siamo riusciti a concludere tutta la fase preliminare dei test. La consideriamo ancora una sperimentazione visto che il protocollo che abbiamo stilato per la decontaminazione non è al momento normato e ci sono aspetti burocratici da definire. Ma i test hanno dimostrato l’efficacia al 100% del ciclo di sterilizzazione”.

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