Conformi a:
cGMP, U.S. Federal Standard No.209/E, EN 1822, ISO 14644/1/2, EUROVENT, FDA, GAMP, Technical Reports “Parenteral Drug Association”, 2006/42/EC, 2014/30/UE, 2014/35/UE
La sterilizzazione è un processo fisico o chimico che ha l’obiettivo di eliminare o inattivare i microrganismi viventi, inclusi batteri, spore, virus, muffe e funghi, presenti su materiali, superfici o prodotti.
Il risultato finale è uno stato di sterilità, in cui la probabilità di sopravvivenza di un microrganismo è inferiore a uno su un milione (riduzione logaritmica di 10⁶ o superiore) in ogni punto dell'obiettivo.
Nel settore industriale, la sterilizzazione è un passaggio fondamentale per garantire la sicurezza del prodotto, la conformità alle normative e la protezione del paziente o del consumatore finale. È un processo imprescindibile nei campi farmaceutico, medicale, cosmetico, alimentare e della ricerca scientifica.
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Il principale scopo della sterilizzazione è prevenire ogni forma di contaminazione biologica, assicurando che i prodotti trattati possano essere utilizzati in condizioni totalmente sicure.
Nel contesto industriale, il processo deve essere non solo efficace, ma anche ripetibile, controllabile e documentabile, in modo da garantire la tracciabilità e il rispetto dei requisiti GMP (Good Manufacturing Practices) e delle principali normative internazionali (come ISO 17665, ISO 11135, ISO 14937, 21 CFR Part 11, ecc.).
Un corretto processo di sterilizzazione:
garantisce la protezione del paziente o dell’utilizzatore finale;
assicura la qualità e integrità del prodotto;
riduce il rischio di ritiri o non conformità;
tutela la reputazione e l’affidabilità dell’azienda produttrice.
A seconda della natura dei prodotti da trattare, della loro resistenza termica e del contesto produttivo, la sterilizzazione può avvenire tramite diverse tecnologie, ciascuna con principi e applicazioni specifiche:
Sterilizzazione a vapore saturo: utilizza vapore pressurizzato ad alta temperatura (121–134 °C) per un periodo di tempo definito. È il metodo più diffuso e affidabile per strumenti metallici, vetro, gomma e materiali compatibili con calore e umidità.
Sterilizzazione a calore secco: impiega aria calda secca a temperature comprese tra 160 °C e 180 °C. È indicata per materiali che non sopportano l’umidità, come polveri o oli.
Sterilizzazione ad acqua surriscaldata o miscela aria/vapore: combinazioni di gas e fluidi che permettono un trattamento omogeneo di prodotti complessi o termosensibili.
Sterilizzazione con perossido di idrogeno (H₂O₂): è una tecnologia a bassa temperatura ideale per materiali plastici e dispositivi sensibili al calore.
L’H₂O₂ vaporizzato agisce come potente agente ossidante, garantendo un’elevata efficacia microbiologica senza residui tossici.
Oggi, grazie ai vantaggi di risparmio energetico (oltre 70%), riduzione delle emissioni di CO₂ (oltre 70%) e di risparmio di acqua (100%) rispetto alla sterilizzazione a vapore saturo, la tecnologia a perossido d'idrogeno vaporizzato si sta facendo spazio anche per materiali non termosensibili.
Un altro grande ambito di applicazione è la sterilizzazione terminale del packaging di prodotti medicali o farmaceutici.
Sterilizzazione a ossido di etilene (ETO): metodo chimico usato per dispositivi complessi, assemblati o non resistenti alla temperatura. L’ETO penetra profondamente nei materiali e neutralizza anche le spore più resistenti.
Sterilizzazione con plasma o tecnologie innovative: soluzioni emergenti per applicazioni specifiche dove è richiesta la massima compatibilità con materiali sensibili.
Un ciclo di sterilizzazione industriale si compone di diverse fasi, ciascuna monitorata e controllata tramite sistemi automatici:
Preparazione del carico – pulizia, asciugatura e posizionamento dei materiali o dispositivi da trattare.
Creazione delle condizioni iniziali – evacuazione dell’aria e impostazione dei parametri di vuoto, temperatura o umidità.
Fase di sterilizzazione – applicazione dell’agente sterilizzante (vapore, calore, H₂O₂, ETO, ecc.) per un tempo determinato.
Rimozione o neutralizzazione dell’agente – degasaggio, aerazione o decomposizione dei residui chimici.
Asciugatura e raffreddamento – per assicurare l’integrità e la conservazione del prodotto.
Verifica e rilascio del lotto – controllo dei parametri, validazione e registrazione dati di processo per garantire la tracciabilità completa.
La sterilizzazione non è solo un trattamento tecnico, ma parte integrante del sistema qualità aziendale.
Ogni impianto deve assicurare ripetibilità, validazione e affidabilità nel tempo, con software di controllo avanzati, sensori di precisione e sistemi di registrazione elettronica dei dati.
Per questo motivo, gli impianti di sterilizzazione De Lama sono progettati per garantire la massima efficienza, la piena conformità normativa e il monitoraggio costante di tutti i parametri critici del processo.
Negli ultimi anni, l’evoluzione tecnologica ha permesso lo sviluppo di sistemi di sterilizzazione più sostenibili ed energeticamente efficienti.
De Lama ha introdotto soluzioni brevettate come la tecnologia HyPerPure®, che utilizza perossido di idrogeno sotto vuoto profondo e in assenza d’aria, ottenendo la sterilizzazione a freddo più avanzata sul mercato, alternativa ecologica e sicura ai metodi tradizionali come EtO o raggi gamma.
Queste tecnologie consentono di:
ridurre fino al 70% il consumo energetico;
azzerare l’uso di acqua di processo;
eliminare sostanze tossiche o cancerogene;
garantire una LOG 12 di riduzione microbiologica;
mantenere l’integrità dei materiali più delicati.
La sterilizzazione è un processo cardine nella produzione industriale moderna.
Grazie alla combinazione di esperienza, ricerca e innovazione, De Lama S.p.A. è oggi uno dei principali riferimenti internazionali nella progettazione e costruzione di impianti di sterilizzazione per l’industria farmaceutica, medicale e biotecnologica.
Ogni sistema viene sviluppato su misura, garantendo prestazioni elevate, sicurezza, sostenibilità e piena conformità agli standard più rigorosi del settore.[/read]
La depirogenazione è un processo adottato per la rimozione dei pirogeni, in particolare delle endotossine batteriche, da apparecchiature e prodotti farmaceutici e dispositivi medici. È essenziale per garantire la sicurezza dei farmaci iniettabili e dei dispositivi medici sterili.
Il metodo più comune è la depirogenazione a calore secco, che utilizza temperature superiori a 250 °C per distruggere le endotossine. Questo processo è diverso dalla sterilizzazione, poiché mira a contaminanti non viventi nocivi. La depirogenazione è convalidata tramite challenge-test con endotossine per garantirne l'efficacia. [read more]
Utilizzata nella produzione asettica, in particolare per vaccini, fluidi endovenosi e prodotti oftalmici. Regolamentata secondo le GMP e attentamente monitorata da agenzie come FDA ed EMA. I sistemi moderni offrono controllo automatizzato, monitoraggio in tempo reale e perfetta integrazione.
Una corretta gestione post-processo previene la ricontaminazione e garantisce la sicurezza del paziente. La depirogenazione è una fase fondamentale nella produzione di farmaci sicuri e ad elevata purezza.
I pirogeni sono sostanze che causano un aumento della temperatura corporea, cioè febbre. Il termine deriva dal greco: pyro- (fuoco) e -geno (generatore), quindi "generatori di calore".
Pirogeni esogeni: provengono dall'esterno dell'organismo, soprattutto da:
Batteri, ad esempio i lipopolisaccaridi (LPS) della parete dei batteri Gram-negativi.
Virus, funghi o altre tossine microbiche.
Pirogeni endogeni: prodotti dal corpo in risposta ai pirogeni esogeni, tra cui:
Citochine infiammatorie, come:
Interleuchina-1 (IL-1)
Interleuchina-6 (IL-6)
Fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) Questi agiscono sull'ipotalamo, regolando il "termostato" del corpo e innalzando la temperatura corporea.
Clinica: La presenza di pirogeni, soprattutto nei prodotti iniettabili (come farmaci o soluzioni endovenose), può causare febbre o reazioni avverse nei pazienti. Per questo si fanno test di controllo (come il test LAL con amebociti di Limulus).
Biologica: La febbre è una risposta difensiva dell’organismo per contrastare infezioni, rallentando la replicazione dei patogeni e stimolando il sistema immunitario.
La sterilizzazione (ad esempio con calore, radiazioni o filtri) serve a uccidere o rimuovere microrganismi come batteri, virus e funghi.
I pirogeni, però, sono sostanze chimiche (come i lipopolisaccaridi batterici), non viventi, quindi non “muoiono” con la sterilizzazione.
I lipopolisaccaridi (LPS) dei batteri Gram-negativi, che sono i pirogeni più comuni, resistono al calore: anche a temperature di sterilizzazione standard (121 °C per 15–20 minuti), possono restare attivi.
Sono anche stabili chimicamente e non si degradano facilmente.
Anche se si uccidono tutti i batteri, i residui delle loro pareti cellulari, contenenti pirogeni, possono rimanere attaccati a superfici o presenti nelle soluzioni.
Ci sono tecniche specifiche chiamate depirigenazione, come:
Calore secco ad alte temperature (es. 250 °C per almeno 30 minuti)
Filtrazione speciale (per soluzioni termolabili)
Lavaggi e processi chimici (es. con acido forte)[/read]
Gli sterilizzatori a calore secco della serie DLST/L (Classe 100 – ISO 5) sono progettati in accordo alle Prescrizioni cGMP per soddisfare le molteplici esigenze dell’Industria Farmaceutica e per l’esecuzione dei seguenti trattamenti:
depirogenazione : distruzione dei pirogeni e delle endotossine nei materiali (temperatura : 250÷300°C)
La sterilizzazione a calore secco è un processo ecologicamente non inquinante, che non genera problemi di rifiuti o di inconvenienti per l’ambiente o per il personale. Nel contempo il processo adempie alle più severe esigenze di riduzione della carica batterica.
Possibilità di realizzazione in esecuzione idonea al funzionamento in continuo fino a 300°C con l’utilizzo di filtri HEPA provvisti di sigillante speciale.
Principali applicazioni:
La camera è disponibile in esecuzione orizzontale.
Per la costruzione degli sterilizzatori De Lama vengono utilizzati esclusivamente componenti di primaria qualità ed affidabilità, disponibili internazionalmente per garantire facilità di sostituzione e la massima durata dell’impianto.
Disponibili in taglie e configurazioni standard o personalizzate.
Conformi a:
cGMP, U.S. Federal Standard No.209/E, EN 1822, ISO 14644/1/2, EUROVENT, FDA, GAMP, Technical Reports “Parenteral Drug Association”, 2006/42/EC, 2014/30/UE, 2014/35/UE