La sterilizzazione è un processo fisico o chimico che ha l’obiettivo di eliminare o inattivare i microrganismi viventi, inclusi batteri, spore, virus, muffe e funghi, presenti su materiali, superfici o prodotti.
Il risultato finale è uno stato di sterilità, in cui la probabilità di sopravvivenza di un microrganismo è inferiore a uno su un milione (riduzione logaritmica di 10⁶ o superiore) in ogni punto dell'obiettivo.
Nel settore industriale, la sterilizzazione è un passaggio fondamentale per garantire la sicurezza del prodotto, la conformità alle normative e la protezione del paziente o del consumatore finale. È un processo imprescindibile nei campi farmaceutico, medicale, cosmetico, alimentare e della ricerca scientifica.
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Il principale scopo della sterilizzazione è prevenire ogni forma di contaminazione biologica, assicurando che i prodotti trattati possano essere utilizzati in condizioni totalmente sicure.
Nel contesto industriale, il processo deve essere non solo efficace, ma anche ripetibile, controllabile e documentabile, in modo da garantire la tracciabilità e il rispetto dei requisiti GMP (Good Manufacturing Practices) e delle principali normative internazionali (come ISO 17665, ISO 11135, ISO 14937, 21 CFR Part 11, ecc.).
Un corretto processo di sterilizzazione:
garantisce la protezione del paziente o dell’utilizzatore finale;
assicura la qualità e integrità del prodotto;
riduce il rischio di ritiri o non conformità;
tutela la reputazione e l’affidabilità dell’azienda produttrice.
A seconda della natura dei prodotti da trattare, della loro resistenza termica e del contesto produttivo, la sterilizzazione può avvenire tramite diverse tecnologie, ciascuna con principi e applicazioni specifiche:
Sterilizzazione a vapore saturo: utilizza vapore pressurizzato ad alta temperatura (121–134 °C) per un periodo di tempo definito. È il metodo più diffuso e affidabile per strumenti metallici, vetro, gomma e materiali compatibili con calore e umidità.
Sterilizzazione a calore secco: impiega aria calda secca a temperature comprese tra 160 °C e 180 °C. È indicata per materiali che non sopportano l’umidità, come polveri o oli.
Sterilizzazione ad acqua surriscaldata o miscela aria/vapore: combinazioni di gas e fluidi che permettono un trattamento omogeneo di prodotti complessi o termosensibili.
Sterilizzazione con perossido di idrogeno (H₂O₂): è una tecnologia a bassa temperatura ideale per materiali plastici e dispositivi sensibili al calore.
L’H₂O₂ vaporizzato agisce come potente agente ossidante, garantendo un’elevata efficacia microbiologica senza residui tossici.
Oggi, grazie ai vantaggi di risparmio energetico (oltre 70%), riduzione delle emissioni di CO₂ (oltre 70%) e di risparmio di acqua (100%) rispetto alla sterilizzazione a vapore saturo, la tecnologia a perossido d'idrogeno vaporizzato si sta facendo spazio anche per materiali non termosensibili.
Un altro grande ambito di applicazione è la sterilizzazione terminale del packaging di prodotti medicali o farmaceutici.
Sterilizzazione a ossido di etilene (ETO): metodo chimico usato per dispositivi complessi, assemblati o non resistenti alla temperatura. L’ETO penetra profondamente nei materiali e neutralizza anche le spore più resistenti.
Sterilizzazione con plasma o tecnologie innovative: soluzioni emergenti per applicazioni specifiche dove è richiesta la massima compatibilità con materiali sensibili.
Un ciclo di sterilizzazione industriale si compone di diverse fasi, ciascuna monitorata e controllata tramite sistemi automatici:
Preparazione del carico – pulizia, asciugatura e posizionamento dei materiali o dispositivi da trattare.
Creazione delle condizioni iniziali – evacuazione dell’aria e impostazione dei parametri di vuoto, temperatura o umidità.
Fase di sterilizzazione – applicazione dell’agente sterilizzante (vapore, calore, H₂O₂, ETO, ecc.) per un tempo determinato.
Rimozione o neutralizzazione dell’agente – degasaggio, aerazione o decomposizione dei residui chimici.
Asciugatura e raffreddamento – per assicurare l’integrità e la conservazione del prodotto.
Verifica e rilascio del lotto – controllo dei parametri, validazione e registrazione dati di processo per garantire la tracciabilità completa.
La sterilizzazione non è solo un trattamento tecnico, ma parte integrante del sistema qualità aziendale.
Ogni impianto deve assicurare ripetibilità, validazione e affidabilità nel tempo, con software di controllo avanzati, sensori di precisione e sistemi di registrazione elettronica dei dati.
Per questo motivo, gli impianti di sterilizzazione De Lama sono progettati per garantire la massima efficienza, la piena conformità normativa e il monitoraggio costante di tutti i parametri critici del processo.
Negli ultimi anni, l’evoluzione tecnologica ha permesso lo sviluppo di sistemi di sterilizzazione più sostenibili ed energeticamente efficienti.
De Lama ha introdotto soluzioni brevettate come la tecnologia HyPerPure®, che utilizza perossido di idrogeno sotto vuoto profondo e in assenza d’aria, ottenendo la sterilizzazione a freddo più avanzata sul mercato, alternativa ecologica e sicura ai metodi tradizionali come EtO o raggi gamma.
Queste tecnologie consentono di:
ridurre fino al 70% il consumo energetico;
azzerare l’uso di acqua di processo;
eliminare sostanze tossiche o cancerogene;
garantire una LOG 12 di riduzione microbiologica;
mantenere l’integrità dei materiali più delicati.
La sterilizzazione è un processo cardine nella produzione industriale moderna.
Grazie alla combinazione di esperienza, ricerca e innovazione, De Lama S.p.A. è oggi uno dei principali riferimenti internazionali nella progettazione e costruzione di impianti di sterilizzazione per l’industria farmaceutica, medicale e biotecnologica.
Ogni sistema viene sviluppato su misura, garantendo prestazioni elevate, sicurezza, sostenibilità e piena conformità agli standard più rigorosi del settore.[/read]
La depirogenazione è un processo adottato per la rimozione dei pirogeni, in particolare delle endotossine batteriche, da apparecchiature e prodotti farmaceutici e dispositivi medici. È essenziale per garantire la sicurezza dei farmaci iniettabili e dei dispositivi medici sterili.
Il metodo più comune è la depirogenazione a calore secco, che utilizza temperature superiori a 250 °C per distruggere le endotossine. Questo processo è diverso dalla sterilizzazione, poiché mira a contaminanti non viventi nocivi. La depirogenazione è convalidata tramite challenge-test con endotossine per garantirne l'efficacia. [read more]
Utilizzata nella produzione asettica, in particolare per vaccini, fluidi endovenosi e prodotti oftalmici. Regolamentata secondo le GMP e attentamente monitorata da agenzie come FDA ed EMA. I sistemi moderni offrono controllo automatizzato, monitoraggio in tempo reale e perfetta integrazione.
Una corretta gestione post-processo previene la ricontaminazione e garantisce la sicurezza del paziente. La depirogenazione è una fase fondamentale nella produzione di farmaci sicuri e ad elevata purezza.
I pirogeni sono sostanze che causano un aumento della temperatura corporea, cioè febbre. Il termine deriva dal greco: pyro- (fuoco) e -geno (generatore), quindi "generatori di calore".
Pirogeni esogeni: provengono dall'esterno dell'organismo, soprattutto da:
Batteri, ad esempio i lipopolisaccaridi (LPS) della parete dei batteri Gram-negativi.
Virus, funghi o altre tossine microbiche.
Pirogeni endogeni: prodotti dal corpo in risposta ai pirogeni esogeni, tra cui:
Citochine infiammatorie, come:
Interleuchina-1 (IL-1)
Interleuchina-6 (IL-6)
Fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) Questi agiscono sull'ipotalamo, regolando il "termostato" del corpo e innalzando la temperatura corporea.
Clinica: La presenza di pirogeni, soprattutto nei prodotti iniettabili (come farmaci o soluzioni endovenose), può causare febbre o reazioni avverse nei pazienti. Per questo si fanno test di controllo (come il test LAL con amebociti di Limulus).
Biologica: La febbre è una risposta difensiva dell’organismo per contrastare infezioni, rallentando la replicazione dei patogeni e stimolando il sistema immunitario.
La sterilizzazione (ad esempio con calore, radiazioni o filtri) serve a uccidere o rimuovere microrganismi come batteri, virus e funghi.
I pirogeni, però, sono sostanze chimiche (come i lipopolisaccaridi batterici), non viventi, quindi non “muoiono” con la sterilizzazione.
I lipopolisaccaridi (LPS) dei batteri Gram-negativi, che sono i pirogeni più comuni, resistono al calore: anche a temperature di sterilizzazione standard (121 °C per 15–20 minuti), possono restare attivi.
Sono anche stabili chimicamente e non si degradano facilmente.
Anche se si uccidono tutti i batteri, i residui delle loro pareti cellulari, contenenti pirogeni, possono rimanere attaccati a superfici o presenti nelle soluzioni.
Ci sono tecniche specifiche chiamate depirigenazione, come:
Calore secco ad alte temperature (es. 250 °C per almeno 30 minuti)
Filtrazione speciale (per soluzioni termolabili)
Lavaggi e processi chimici (es. con acido forte)[/read]
La sterilizzazione a perossido d’idrogeno vaporizzato (VH₂O₂) è oggi una delle tecnologie più efficaci e diffuse per garantire la completa inattivazione microbica in applicazioni farmaceutiche, medicali, biotecnologiche e nei settori ad alta igiene. Grazie alla sua efficacia, ai bassi impatti termici e alla rapidità dei cicli, il VH₂O₂ rappresenta una soluzione ideale per superfici, strumenti e apparecchiature sensibili al calore, oltre che per camere, isolatori e ambienti controllati.
De Lama, forte di una lunga esperienza nello sviluppo di sistemi di sterilizzazione e decontaminazione con H₂O₂, offre tecnologie progettate per garantire performance elevate, processi stabili e un totale controllo dei parametri critici, in particolare la sterilizzazione HyPerPure® a Perossido d’Idrogeno sotto vuoto spinto, coperta da brevetto internazionale, rappresenta oggi il golden standard del settore.
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Il processo VH₂O₂ si basa sulla vaporizzazione controllata di perossido d’idrogeno liquido, trasformato in un vapore grazie a un generatore di perossido d’idrogeno vaporizzato e distribuito uniformemente all’interno della camera o dell’ambiente da trattare.
Il ciclo tipico comprende tre fasi principali:
Condizionamento: preparazione dell’ambiente e creazione delle condizioni ottimali per la diffusione del VH₂O₂.
Iniezione e diffusione: immissione del vapore H₂O₂ e sua distribuzione omogenea sulle superfici da trattare.
Esposizione e aerazione: tempo di contatto per l’azione ossidante, seguito dalla rimozione del perossido d’idrogeno fino a livelli sicuri.
Questo processo garantisce un’elevata efficacia antimicrobica senza lasciare residui tossici, proteggendo materiali sensibili e geometrie complesse.
La sterilizzazione a perossido d’idrogeno vaporizzato offre numerosi vantaggi strategici:
Basse temperature di processo, ideali per materiali termolabili
Tempi ciclo rapidi rispetto a tecnologie tradizionali
Assenza di residui tossici e rapida aerazione finale
Efficacia elevata anche su geometrie complesse
Compatibilità con isolatori, RABS, ambienti classificati e camere di processo
Pur essendo una tecnologia efficace, il VH₂O₂ presenta limiti intrinseci legati alla ridotta capacità di penetrazione, al rischio di condensa e alla non idoneità alla sterilizzazione terminale di prodotti complessi.
Per superare questi limiti, De Lama ha sviluppato HyPerPure®, un processo esclusivo basato sull’impiego di perossido d’idrogeno in condizioni di vuoto profondo, che porta le prestazioni della sterilizzazione a basse temperature a un livello completamente superiore.
Penetrazione superiore, anche all’interno di cavità strette, tubi lunghi, siringhe pre-riempite, blister con Tyvek®, materiali porosi e geometrie complesse.
Il processo HyPerPure® riesce a penetrare senza problemi almeno 3 strati di Tyvek® (o carta medicale).
Totale eliminazione del rischio di condensa, garantendo cicli stabili, ripetibili e pienamente validabili, grazie alla combinazione di un processo evoluto, di una grande esperienza applicativa e dell’esclusivo generatore di perossido vaporizzato HyPerGeneSys®, modello coperto da brevetto internazionale De Lama.
Sterilizzazione reale, con possibilità di raggiungere livelli dal LOG 6 al LOG 12, propri dei processi di sterilizzazione più rigorosi.
Riduzione significativa dei tempi ciclo e maggiore efficienza produttiva.
Compatibilità estesa con materiali sensibili e packaging non trattabili con VH₂O₂ tradizionale.
Processo ecologico, senza residui e con consumi energetici molto ridotti.
Vantaggi ambientali e riduzioni dei consumi, con risparmi medi pari a:
70% di energia
70% di emissioni di CO₂
100% di acqua
Applicazione anche a prodotti non termo-sensibili.
Grazie ai vantaggi ecologici e di efficienza, molte aziende farmaceutiche e medicali stanno introducendo HyPerPure® in sostituzione delle autoclavi a vapore saturo.
Possibilità di unità combinate con due processi: vapore saturo + HyPerPure®.
Molte aziende, per ottenere maggiore flessibilità ed estendere la validazione con la nuova tecnologia, scelgono impianti combinati capaci di gestire entrambi i processi.
Si tratta di un’innovazione significativa, e di un’altra esclusiva De Lama.
Nessun limite di capacità.
De Lama è in grado di produrre impianti HyPerPure® da 100 litri, ideali per piccole produzioni o laboratori di ricerca, fino a impianti di grandissime dimensioni (fino a 90 m³) in grado di soddisfare produzioni massive di dispositivi medici e di rimpiazzare la capacità degli impianti a EtO (ossido di etilene), ma con un processo estremamente più veloce (5 ore in media contro 72 ore), sicuro, ecologico e completamente internalizzabile nel sito produttivo.
Questa caratteristica permette di ridurre i costi e il time-to-market tipicamente legato ai centri di sterilizzazione esterni.
Grazie a queste caratteristiche, HyPerPure® è oggi considerata la tecnologia più avanzata al mondo per la sterilizzazione a basse temperature, adottata da primarie aziende farmaceutiche e di dispositivi medici a livello globale.
La tecnologia VH₂O₂ – e ancor più HyPerPure® – trova utilizzo in numerosi settori:
Farmaceutico: sterilizzazione di componenti, packaging, camere, isolatori e superfici critiche
Dispositivi medici: trattamento di materiali termolabili e geometrie complesse
Biotecnologie: processi ad alta sterilità in ambienti controllati
Cosmetica: decontaminazione di contenitori e sistemi produttivi
Alimentare (in contenimento): trattamenti mirati in zone sensibili ad alto standard igienico
Da oltre 75 anni De Lama sviluppa tecnologie avanzate per la sterilizzazione e la decontaminazione, combinando innovazione, sicurezza e massima affidabilità.
Dopo 20 anni di studi, De Lama ha portato sul mercato nel 2015 il primo sterilizzatore a perossido d’idrogeno vaporizzato HyPerPure®, diventando pioniera di questa tecnologia e sviluppandola costantemente negli anni, grazie anche alla collaborazione con le più avanzate aziende farmaceutiche e di dispositivi medici che l’hanno adottata.
Il profondo know-how è stato consolidato anche grazie ai laboratori interni De Lama, dove sono stati realizzati migliaia di test di sterilizzazione, compatibilità dei materiali e packaging, su una vasta gamma di prodotti dei settori farmaceutico e medicale.
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Il processo di sterilizzazione avviene all’interno di un’autoclave, dove viene generato vapore saturo, cioè in equilibrio tra fase liquida e gassosa. Questa condizione permette un trasferimento di calore estremamente efficiente e indispensabile per l’inattivazione di microrganismi e spore.
Un ciclo tipico si sviluppa attraverso diverse fasi fondamentali:
La sinergia tra temperatura, umidità, pressione e tempo di esposizione è ciò che rende il vapore saturo uno dei metodi più efficaci per la sterilizzazione termica.
Le temperature impiegate nei processi di sterilizzazione a vapore saturo sono standardizzate a livello internazionale e dipendono dal tipo di materiale trattato e dal livello di sicurezza richiesto:
Questi valori garantiscono l’eliminazione anche delle spore batteriche, le forme microbiche più resistenti.
Un aspetto fondamentale nella progettazione e validazione di un ciclo di sterilizzazione è definire il livello di garanzia microbiologica.
SAL e Log-reduction non coincidono: la log-reduction misura l’abbattimento microbico, mentre il SAL misura la probabilità residua di sopravvivenza. Secondo UNI EN 556, un processo può essere definito “sterile” solo se raggiunge SAL = 10⁻⁶.
La validazione deve dimostrare che il ciclo (temperatura + tempo + pressione + umidità) garantisca una riduzione logaritmica adeguata e una probabilità residua conforme al SAL richiesto. Spesso si applicano metodiche di overkill per aumentare il margine di sicurezza.
Il processo è ideale per materiali e prodotti resistenti al calore e all’umidità, risultando estremamente versatile.
La diffusione di questa tecnologia è dovuta alla sua elevata efficacia microbiologica, alla ripetibilità dei cicli, ai costi contenuti e alla conformità agli standard GMP, GLP e ISO.
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Il ciclo di sterilizzazione a miscela aria vapore si svolge in autoclave e include le seguenti fasi:
Generazione di vapore ad alta pressione e temperatura tramite caldaia interna,
Immissione controllata di aria compressa nella camera per bilanciare la pressione interna dei contenitori, evitando deformazioni o rotture,
Miscelazione di aria e vapore per garantire una distribuzione uniforme di calore e pressione,
Fase di sterilizzazione con mantenimento dei parametri programmati per il tempo necessario alla completa inattivazione microbica,
Raffreddamento e asciugatura mantenendo il bilanciamento pressorio per preservare l integrità dei contenitori.
La sterilizzazione a miscela aria vapore offre:
Elevata efficacia microbica,
Compatibilità con liquidi e contenitori sigillati,
Uniformità di trattamento anche in carichi complessi,
Grande versatilità d uso in ambito farmaceutico, cosmetico, nutraceutico e medicale,
Conformità agli standard di qualità e sicurezza richiesti a livello internazionale.
Soluzioni liquide in flaconi, fiale, siringhe o bottiglie,
Prodotti farmaceutici e cosmetici termosensibili,
Componenti e materiali utilizzati nella produzione sterile,
Packaging per dispositivi medici,
Laboratori biotech e processi R&D con liquidi e contenitori chiusi.
La miscela aria vapore è ideale quando il classico vapore saturo non può essere utilizzato, in particolare per la sterilizzazione di liquidi in contenitori chiusi o prodotti soggetti a variazioni di pressione.
L equilibrio controllato tra aria e vapore riduce il rischio di deformazione o rottura dei contenitori e garantisce un processo valido, ripetibile, sicuro e conforme ai requisiti regolatori più severi.
La sterilizzazione ad acqua surriscaldata è una delle tecnologie più avanzate e sicure per la sterilizzazione di liquidi, soluzioni e prodotti contenuti in recipienti chiusi, come flaconi, bottiglie, siringhe pre-riempite, fiale o contenitori che non possono essere trattati con cicli tradizionali a vapore saturo. Il processo utilizza acqua portata a temperature superiori ai 100 °C sotto pressione controllata, garantendo una distribuzione uniforme del calore e una protezione totale dell’integrità dei contenitori.
Questo metodo è ampiamente adottato nell’industria farmaceutica, cosmetica, alimentare, nutraceutica e in tutti i reparti produttivi che richiedono cicli validati, ripetibili e conformi alle normative internazionali.
Il processo viene eseguito in autoclave e si basa su un sistema di circolazione o spruzzo d’acqua mantenuta in condizioni di sovrapressione, in modo da raggiungere temperature elevate senza innescare ebollizione.
Le fasi tipiche di un ciclo includono:
Riempimento o ricircolo dell’acqua, fino a coprire parzialmente o totalmente i prodotti,
Riscaldamento dell’acqua in pressione, tramite scambiatori o generatori termici, fino al raggiungimento della temperatura di sterilizzazione programmata,
Fase di sterilizzazione, durante la quale temperatura e pressione rimangono costanti per il tempo necessario all’inattivazione microbica,
Raffreddamento controllato, con abbassamento progressivo della temperatura e mantenimento della pressione per preservare l’integrità dei contenitori,
Eventuale aggiunta di acqua refrigerata o utilizzo di scambiatori per ridurre rapidamente la temperatura dei prodotti senza generare shock termici.
L’acqua circola o viene spruzzata continuamente sul carico, assicurando un trasferimento termico uniforme e cicli altamente ripetibili, indipendentemente dalla forma, dal volume e dalla geometria dei contenitori.
Questa tecnologia offre numerosi vantaggi strategici per chi opera in ambienti regolamentati:
Protezione totale dei contenitori chiusi, riducendo al minimo il rischio di deformazioni o rotture,
Distribuzione termica uniforme, ideale per carichi complessi o packaging con geometrie critiche,
Elevata efficacia microbiologica, con eliminazione di batteri, virus, funghi e spore,
Raffreddamento rapido e controllato, particolarmente utile per prodotti termosensibili,
Trattamento di liquidi, sospensioni, emulsioni e prodotti confezionati, anche ad alto valore aggiunto,
Compatibilità con packaging in vetro, plastica, materiali multistrato e compositi,
Assenza di shock termici dannosi, grazie al controllo costante della pressione interna ed esterna del contenitore,
Conformità normativa, con possibilità di validazione secondo requisiti GMP, GLP, ISO e linee guida specifiche del settore farmaceutico e medicale.
La sterilizzazione ad acqua surriscaldata è particolarmente indicata per:
Flaconi di vetro o plastica contenenti liquidi o soluzioni,
Siringhe pre-riempite e cartucce,
Bottiglie e contenitori sigillati,
Prodotti nutraceutici liquidi, sciroppi e formulazioni specialistiche,
Prodotti termosensibili che necessitano di una sterilizzazione delicata ma estremamente efficace,
Prodotti cosmetici e dermo-farmacologici confezionati,
Alimentari liquidi o semiliquidi in contenitori chiusi.
Questo processo è ideale per ogni prodotto che richiede sterilizzazione garantita e assenza di stress meccanico o termico sul packaging.
La sterilizzazione ad acqua surriscaldata rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata per tutte quelle applicazioni in cui è necessario:
sterilizzare prodotti liquidi in contenitori chiusi,
preservare l’integrità estetica e funzionale del packaging,
garantire una distribuzione termica costante su tutto il carico,
ottenere cicli validati, ripetibili e documentabili,
lavorare con materiali sensibili a differenze di pressione o non idonei alla classica sterilizzazione a vapore saturo.
Il controllo preciso di temperatura e pressione rende questo processo una scelta strategica per le aziende che operano in settori ad alto livello regolatorio, dove qualità, sicurezza microbiologica e affidabilità del ciclo sono elementi essenziali.
Le autoclavi De Lama per la sterilizzazione ad acqua surriscaldata integrano soluzioni ingegneristiche avanzate che garantiscono prestazioni superiori rispetto ai sistemi tradizionali. La camera di processo è dotata di tre rampe di getti d’acqua, posizionate nella parte superiore e sui due lati, in grado di creare una copertura completa del carico e una distribuzione termica estremamente uniforme. Questo design supera i sistemi che utilizzano solo docce dall’alto e offre una maggiore omogeneità del ciclo e una efficienza superiore nel trasferimento di calore.
Il processo è supportato da un sistema di ricircolo dell’acqua ad alto risparmio, progettato per ridurre i consumi, ottimizzare l’efficienza energetica e limitare l’impatto ambientale, mantenendo al contempo la massima affidabilità e ripetibilità del ciclo.
Per installazioni con spazi limitati o layout particolarmente complessi, De Lama offre inoltre la possibilità di realizzare porte a traslazione verticale, una soluzione ottimizzata per ambienti con ridotta disponibilità di spazio in profondità, che consente di integrare l’autoclave anche in contesti architettonici vincolati senza compromessi su sicurezza, ergonomia e qualità del processo.
Grazie a queste caratteristiche, la tecnologia De Lama si posiziona tra le più avanzate nel settore della sterilizzazione ad acqua surriscaldata, garantendo uniformità di trattamento, efficienza energetica, flessibilità di installazione e un livello di personalizzazione difficilmente eguagliabile.
𝗭𝗲𝗿𝗼𝗦𝘁𝗼𝗽® 𝗦𝘁𝗲𝗿𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲
𝗡𝗼𝗻 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼.
𝗔𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Una svolta che il settore aspettava da decenni
Per decenni, la sterilizzazione ha rappresentato un vero collo di bottiglia nei processi asettici.
Una fase necessaria, ma anche un limite:
• Basata su processi batch
• Lunga nei tempi
• Richiede grandi spazi
• Dipendente da operazioni manuali
Un vincolo inevitabile.
Fino a oggi.
Nasce un nuovo paradigma
Con 𝗭𝗲𝗿𝗼𝗦𝘁𝗼𝗽® 𝗦𝘁𝗲𝗿𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, De Lama introduce un approccio completamente nuovo:
Sterilizzazione non-stop
Flusso continuo, senza batch
Integrazione totale nella linea produttiva
Non si tratta di un aggiornamento.
È un 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗶𝗴𝗺𝗮
Una nuova tecnologia brevettata a livello internazionale
Da collo di bottiglia a flusso continuo
Immagina una logica di processo completamente nuova:
Il prodotto esce dalla filling line
Entra nella stazione ZeroStop®
Ne esce come prodotto finale completamente sterilizzato
Nessuna fermata.
Nessuna attesa.
Nessuna inefficienza.
Nessun batch. Solo flusso.
Progettato per il futuro della produzione asettica
ZeroStop® è progettato per allinearsi ai concetti produttivi più avanzati:
Eliminazione dei carrelli, più spazio, layout semplificati
Eliminazione dell’intervento umano, riduzione del rischio di contaminazione
Maggiore aderenza alla Annex 1
Processi continui e automatizzati
Un’unica piattaforma, più tecnologie
A differenza dei tunnel tradizionali, ZeroStop® integra tutte le principali tecnologie di sterilizzazione:
• Vapore saturo
• Miscele aria/vapore
• Sterilizzazione VH₂O₂
Massima flessibilità, senza compromessi.
Un nuovo standard industriale
Flusso continuo
Zero attriti
Massima efficienza
Quello che era considerato impossibile oggi è realtà.
Non un’evoluzione. Una rivoluzione.
ZeroStop® non è solo una nuova macchina.
È un nuovo modo di progettare i processi asettici
È un nuovo modo di pensare la sterilizzazione
È la fine della logica batch
Scopri ZeroStop® in azione
Guarda il video e scopri come De Lama sta ridefinendo la sterilizzazione.